Lusi, alla richiesta di dimissioni per la sottrazione (leggi: furto, rapina, scippo, ladrocinio) di 13 (leggi: tredici) milioni di euro dai rimborsi elettorali del suo partito, ha risposto: “E perché dovrei?”.
E il peggio è che ha pure ragione: nell’Italia del 2012 non si dimetterebbe neanche Napolitano dopo la pubblicazione di un video in cui stupra un bambino mentre grida: “Il mio nome è Giorgio Napolitano e sto stuprando un bambino” (Napolitano, non il bambino).
E allora perché lui si dovrebbe dimettere? Perché lui sì, e il condannato per mafia (leggi: organizzazione criminale, associazione-a-delinquere, montagna-di-merda) seduto alla sua sinistra no? Perché lui sì, e l’evasore milionario seduto alla sua destra no?
Perché lui sì, se in questo paese la gente tira fuori i forconi quando aumenta il prezzo della benzina e quando aumenta il casello dell’autostrada, ma non quando uno si prende 13 milioni di euro, ad uno ad uno, da dentro le loro cazzo di tasche?
















